Bullismo – Consiglio comunale e provinciale congiunto – Intervento del nostro consigliere Enrico Marchi per la SMCL

Bullismo – Consiglio comunale e provinciale congiunto – Intervento del nostro consigliere Enrico Marchi per la SMCL

Il 14 giugno scorso, nella Sala Ademollo di Palazzo Ducale si è tenuto un Consiglio comunale e provinciale congiunto sul tema del “Bullismo”, cui la Società Medico Chirurgica Lucchese è stata invitata a partecipare. Un tema particolarmente sentito, al centro del convegno annuale della SMCL programmato per il prossimo 8 novembre. A rappresentare la Società, in quell’occasione il nostro consigliere Enrico Marchi, con un intervento che pubblichiamo di seguito.

A nome di tutti i consiglieri e della Dssa Daniela Melchiorre, Presidente della SMCL (Società Medico Chirurgica Lucchese), vi porgo i saluti e vi ringrazio per questo invito. Mi complimento con chi mi ha preceduto e ha descritto la grande varietà di interventi che sono stati fatti nella nostra città in tema di prevenzione del disagio giovanile e della specifica questione legata al bullismo.

La SMCL da tempo tratta le problematiche della salute attraverso un’ottica estesa di osservazione, cercando di seguire nei dibattiti e nei contributi scientifici, che porta avanti nei convegni e nelle varie iniziative, un taglio decisamente orientato all’analisi preventiva delle varie problematiche prese in esame ed ai conseguenti interventi che ne permettano una riduzione dello specifico rischio.

Per tali motivi il campo di interesse è stato focalizzato non solo su temi di stretta natura medico-biologica, ma anche e soprattutto su argomenti che coinvolgano aspetti psico-sociali e culturali; è nostro interesse dare informazioni e strumenti di lettura e, se possibile, di soluzione delle varie problematiche di volta in volta dibattute con addetti ai lavori di vari settori (Scuole, operatori socio-sanitari, cittadini), attraverso confronti e approfondimenti in cui non si parli solamente di dati relativi a situazioni cliniche già consolidate e ai loro esiti, ma si possano ipotizzare strategie di ampio respiro preventivo… come dire “non raccogliere solo morti e feriti in guerra, ma cercare di non farla scoppiare…”.

Lo scorso anno abbiamo trattato il delicato tema della pornografia in età adolescenziale in uno specifico convegno, intercettando da subito in quella occasione la necessità di trattare nel futuro anno la problematica del bullismo e cyber-bullismo che di fatto saranno oggetto a Novembre del prossimo convegno, attualmente in fase di organizzazione con il grosso contributo di docenti delle scuole cittadine.

Parlare del bullismo è parlare della fragilità e del disagio di una generazione giovanile che riflette pienamente la deriva di una società “liquida” (cit. Zygmunt Bauman), in caduta quasi libera su molti aspetti valoriali ed etici…è la nostra fragilità di adulti che si riflette sui giovani e che viene raccolta spesso quotidianamente da docenti e insegnanti oramai divenuti a tutti gli effetti “professionisti di aiuto”, sempre più necessitanti di supporto e formazione per mantenere quel minimo di asimmetricità relazionale che il ruolo rivestito assegna loro; l’amicizia tra docenti e discenti (in riferimento aI precedenti interventi Degli studenti…), così come quella tra genitori e figli, non aiuta la crescita maturativa, anzi…avere amicizia vuol dire avere poche regole nella relazione, cosa invece indispensabile per sostenere un ruolo parentale e didattico-educativo.

In quasi tutte le civiltà industrializzate stiamo assistendo a mutamenti epocali negli stili di vita e nei rapporti comunicativi intersoggettivi e anche intrasoggettivi, sostenuti per gran parte dalla digitalizzazione e dalla globalizzazione dei consumi; assistiamo a una lenta estinzione del desiderio, a una perdita della mentalizzazione e ad una pressoché assenza di empatia (cit. Umberto Galimberti) che ci portano all’opacizzazione indifferente nei rapporti interpersonali, fino allo smarrimento della psicoapatia, stato mentale senz’altro stimolato da condotte dipendenti e di abuso e anticamera privilegiata di molti disturbi clinici psichiatrici.

Nel settore diagnostico di fatto lo scenario è molto cambiato: quasi scomparse le diagnosi di gravi malattie mentali quali le psicosi schizofreniche per i progressi scientifici e sociali che permettono trattamenti farmacologici precoci ed efficaci in regimi di non ricovero, oggi sono in netto aumento molti disturbi di personalità e dipendenze legati ai cambiamenti degli stili di vita ed educativi, che spostano sempre più oltre il senso del limite, annullando il senso di colpa e spingendo ad un parossismo dell’eccesso davvero difficile da contenere; nel secolo scorso molti disturbi venivano riferiti all’inibizione frustrante e repressiva delle regole familiari e sociali che interferivano con un sano sviluppo psicologico e di cui l’isteria rappresentava, specie nel sesso femminile, l’esempio clinico più eclatante e diffuso.

Oggi tutto è possibile e declinato a livello strettamente individuale, con un’ottica narcisistica davvero limitante ed escludente, che trova forse il solo modo di espressione sociale nella “banda”, vero e proprio laboratorio di trasgressione spinta ai limiti ed in cui il bullismo trova terreno fertile; banda come luogo in cui sembra di ritrovare quella identità smarrita, o mai posseduta, attraverso il morboso e brutto gioco tra vittima e carnefice.

Entrambi individui fragili, bullo e bullizzato, sviluppano nel tempo problematiche che assumo chiari aspetti clinici; eventi ripetuti e dolorosi come quelli legati al bullismo, incidono fortemente nello sviluppo psichico, modificando carattere e personalità che, come sappiamo dagli studi epigenetici recenti, non hanno a che fare solo con il nostro genoma, ereditato ma non immodificabile dalla nascita alla senilità, ma anche con il cosidetto esposoma, l’insieme degli eventi che ci accadono nell’arco vitale e che sono in grado di modificare il nostro DNA.

Ecco allora la comparsa di Disturbo Postraumatico da Stress, ansia panica e depressione nei ragazzi vittima di bullismo, con esiti, purtroppo ben conosciuti in cronaca, di condotte autolesive ed anticonservative; ma anche i bulli nel tempo sviluppano serie problematiche psichiche, diventando affetti da disturbi personologici come quello antisociale o di discontrollo degli impulsi, in genere legati a condotte di abuso.

Le possibilità di intervento che la SMCL propone sono legate ad una lavoro di consulenza formativa ai docenti e di sostegno a familiari ed alunni, concretizzabile nell’immediato nella organizzazione di focus group su temi specifici da presentare al prossimo Convegno su Bullismo e Cyberg bullismo di Novembre, mentre a lungo termine si propone una serie di incontri a piccoli gruppi per insegnanti , alunni e genitori (separatamente), centrati sulle questioni più importanti quali la relazione consapevole, la ricostruzione delle mappe affettive, la alfabetizzazione emozionale, lo stile relazionale accogliente e tollerante. La mediazione artistica basata sulla condivisione dell’emozione estetica avrebbe molta possibilità di applicazione nella formazione e nella prevenzione del disagio.

Anche la metodologia Balint per gli insegnati, mutuata da decennale esperienza nel campo medico, puo’ essere un valido aiuto ad incrementare l’attitudine alla riflessione e al confronto sui casi difficoltosi. Lo scopo di queste tecniche è sempre quello di aumentare nei partecipanti la percezione delle problematiche anche in relazione ai propri vissuti professionali e personali, rispettando attraverso il clima facilitante e al contempo riservato del piccolo gruppo, la privacy della storia personale di ognuno.

 

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