Convegno “Giovani e Pornografia”, il punto di vista della neuropsichiatria

Convegno “Giovani e Pornografia”, il punto di vista della neuropsichiatria

Riportiamo un breve intervento della dottoressa Beatrice Milianti, Neuropsichiatra Infantile e responsabile di U.F. Salute Mentale Infanzia e Adolescenza di Lucca, che interverrà in qualità di moderatrice al convegno del 20 e 21 ottobre (il programma qui: https://www.luccamedici.it/giovani-pornografia-gli-effetti-devianti-sulleros-giovanile/ )

La disponibilità e il facile accesso a siti pornografici in rete rappresenta un rischio per tutti i bambini e gli adolescenti ma in particolare per quelli in situazioni di maggiore vulnerabilità e fragilità. Tale fragilità può essere legata sia a specifiche situazioni psicopatologiche, che in età evolutiva risultano ancora difficilmente inquadrabili e stabilizzate, ma più spesso alla storia familiare e relazionale del ragazzo e alle risorse emotive che ha avuto a disposizione per crescere e diventare capace di relazioni sociali soddisfacenti con i coetanei. La pubertà, con la conseguente sessualizzazione del corpo pone l’adolescente di fronte alle tematiche della dipendenza-indipendenza e al complesso processo di identificazione. Intendiamo per normale processo di identificazione con le figure genitoriali (oggetti d’amore) la possibilità di assumere in sé e per sé le qualità ammirate in loro per trasformarle in qualità che diventino proprie. Tutto questo contribuisce a rinforzare l’autostima ed una buona sicurezza interna che stanno alla base di un graduale cammino verso la separazione e l’ individuazione.

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Beatrice Milianti, Neuropsichiatra Infantile e responsabile di U.F. Salute Mentale Infanzia e Adolescenza di Lucca
Per gli adolescenti che giungono a questo periodo della vita con una sicurezza interna e una stima di sé insufficienti i sentimenti più profondi di impotenza, incapacità e inadeguatezza che ne sono alla base, inespressi e inesprimibili, possono portare a un ritiro dalla relazione e dalla comunicazione con gli altri e all’evitamento di situazioni emotive di delusione e di frustrazione percepite come intollerabili.

La fragilità del sentimento di sé e l’ insicurezza sulla propria identità possono rendere deludente, temuta e frustrante la relazione con l’altro e la pornografia, come modo privilegiato e alternativo, di vivere il sesso può apparire una soluzione. Nella pornografia in rete i ragazzi possono trovare un modo di vivere la loro sessualità nell’isolamento più assoluto, senza confronto con il reale, senza timore di giudizi e di valutazioni e senza temere delusioni.

La difficoltà a costruire una solida immagine di sé può rendere confuso anche il sentimento di identità sessuale dell’adolescente. Le identità offerte dalla rete possono essere molteplici e così, dietro il gioco dei ruoli e protetti dall’anonimato, diventa possibile cambiare età, aspetto fisico e sesso. E’ un gioco, ma nasconde paure e insicurezza rispetto ad un’identità rimasta fragile e che così, almeno virtualmente, assume una definizione. Il ritiro e l’isolamento possono raggiungere livelli estremi come nella sindrome di Hikikomori, ma si possono presentare con diversi livelli di espressività clinica in cui in primo piano è sempre la distanza dalla comunicazione e dall’intimità con l’altro e poi il rifiuto graduale e progressivo di situazioni di confronto e di condivisione fino all’abbandono scolastico e al sovvertimento del ritmo sonno veglia. La distanza tra mondo virtuale e mondo reale diventa incolmabil e con essa anche la distanza tra sesso virtuale e una sessualità personale e soddisfacente realizzata all’interno di una relazione di fiducia e di intimità. Il maggior rischio della pornografia in adolescenza è quello di allontanare i giovani, specialmente i più fragili e i meno sostenuti da contesti familiari e sociali facilitanti, e dall’acquisizione graduale e faticosa di modalità di comunicazione efficaci e gratificanti, presupposto per l’ evoluzione di una sessualità reale e condivisa con l’altro.

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