La violenza sugli anziani: la proposta dei medici di famiglia

La violenza sugli anziani: la proposta dei medici di famiglia

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Il convegno che si è tenuto sabato 10 giugno all’auditorium della Fondazione della Banca del Monte a Lucca dal titolo: “Non si può più far finta di nulla. La violenza sugli anziani a Lucca. Una proposta della Società Medico Chirurgica Lucchese” è stato un’occasione di confronto importante tra operatori sanitari e cittadini. Durante il convegno, al fine di affrontare il problema, è stata avanzata dal dott. Alessandro Monachino, medico di medicina generale e consigliere della Società Medico Chirurgica Lucchese, la proposta di costituire una rete di professionisti, in particolare mmg, che diventi punto di riferimento territoriale per la gestione di queste complesse situazioni, in diretta collaborazione con il Pronto Soccorso. A tal propoposito riportiamo qui l’abstract della relazione del dott. Monachino.

“Considerato che per i casi di violenza “manifesta” esiste gia’ un percorso sperimentato e funzionante che si collega al “codice rosa”, abbiamo pensato che potrebbe essere utile cercare di cogliere all’interno della famiglia o delle strutture di assistenza (RSA) tutti quegli elementi che potrebbero preludere ad episodi di violenza propriamente detti o ad altre forme di sopraffazione. In particolare cercheremo di monitorare tutti quei comportamenti dei familiari o del personale di assistenza che potrebbero sfociare nel reato di “maltrattamenti in famiglia”.

„Il reato di maltrattamenti in famiglia configura una ipotesi di reato necessariamente abituale costituito da una serie di fatti, per lo più commissivi, ma anche omissivi, i quali acquistano rilevanza penale per la loro reiterazione nel tempo,trattasi di fatti singolarmente lesivi dell’integrità fisica o psichica del soggetto passivo, i quali non sempre, singolarmente considerati, configurano ipotesi di reato, ma valutati nel loro complesso devono integrare, per la configurabilità dei maltrattamenti, una condotta di sopraffazione sistematica e programmata tale da rendere la convivenza particolarmente dolorosa“

Il monitoraggio sara’ sperimentalmente effettuato dai 25 medici della AFT (aggegazione funzionale territoriale) Francigena che comprende i comuni di Altopascio, Porcari e una parte del comune di Capannori per un totale di 31.500 assistiti di cui circa 8.000 di eta’ superiore a 64 anni.

Eventuali elementi di sospetto saranno prima discussi all’interno della AFT e poi eventualmente portati all’attenzione della COAD (centrale operativa assistenza domiciliare) per ulteriore valutazione ed eventuali iniziative socio-sanitarie.in difesa del paziente”.

 

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